Con la Riforma della Disabilità introdotta dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, il procedimento per il riconoscimento dell’invalidità civile, della disabilità e delle altre condizioni tutelate dalla normativa assistenziale sta cambiando in modo significativo.
La novità più importante riguarda l’avvio della procedura: il percorso non parte più, nei territori interessati dalla riforma, dalla tradizionale domanda amministrativa presentata dal cittadino o dal patronato, ma dall’invio telematico all’INPS del certificato medico introduttivo da parte di un medico certificatore. L’INPS ha chiarito che questo certificato “dà avvio al procedimento valutativo di base” e deve essere trasmesso attraverso il servizio dedicato “Certificato medico introduttivo – Invalidità civile”.
Dal cittadino al medico: cosa cambia davvero
Nel nuovo modello, il cittadino non deve più iniziare l’iter presentando subito una domanda di invalidità civile. Il primo passaggio diventa sanitario: è il medico certificatore che, dopo aver valutato la documentazione clinica, compila e invia il certificato medico introduttivo all’INPS.
Questo cambiamento ha un obiettivo preciso: rendere la procedura più semplice, più rapida e più fondata su dati clinici completi. L’invio del certificato, infatti, sostituisce il vecchio avvio amministrativo e consente all’INPS di attivare direttamente la valutazione di base. Secondo le istruzioni INPS, la riforma prevede una fase sperimentale iniziata nel 2025 e una progressiva estensione del nuovo sistema, con l’obiettivo di arrivare all’accertamento in via esclusiva da parte dell’Istituto dal 1° gennaio 2027.
Chi può fare il certificato medico introduttivo
Il certificato può essere trasmesso da diverse categorie di medici, purché abilitate e profilate secondo le regole previste dall’INPS.
Per operare come medico certificatore è necessario accedere ai servizi INPS, seguire le procedure di abilitazione previste e utilizzare il canale telematico dedicato. L’INPS ha inoltre pubblicato istruzioni operative e tutorial per guidare i medici nella compilazione del nuovo certificato.
Il certificato medico introduttivo non è un semplice certificato
Il certificato medico introduttivo ha un valore centrale nel nuovo procedimento. Non è una semplice descrizione dello stato di salute del cittadino, ma l’atto che consente di avviare formalmente la valutazione di base.
Al suo interno devono essere indicati, in modo chiaro e completo:
- i dati anagrafici della persona interessata;
- le diagnosi e le condizioni cliniche rilevanti;
- il decorso della patologia;
- la prognosi;
- l’eventuale intrasportabilità;
- la presenza di condizioni particolari, come patologie oncologiche, minori o malattie rare;
- la documentazione sanitaria utile alla valutazione.
Il decreto legislativo n. 62/2024 prevede inoltre che il certificato medico introduttivo, una volta trasmesso all’INPS, sia inserito anche nel Fascicolo Sanitario Elettronico.
Perché il medico certificatore diventa fondamentale
Nel nuovo sistema, il medico certificatore assume un ruolo decisivo. La qualità del certificato può incidere direttamente sui tempi e sull’esito della procedura.
Un certificato incompleto, generico o privo di documentazione sanitaria adeguata può comportare richieste di integrazione, rallentamenti o difficoltà nella valutazione. Al contrario, una certificazione chiara, coerente e ben documentata consente all’INPS di esaminare più correttamente la situazione clinica del cittadino.
Per questo motivo, il medico certificatore non è più soltanto il primo passaggio burocratico dell’iter, ma diventa il vero garante clinico della procedura.
Il ruolo del patronato resta importante, ma cambia momento
La riforma non elimina il ruolo del patronato. Lo sposta, però, in una fase successiva.
Dopo l’invio del certificato medico introduttivo, il cittadino può rivolgersi al patronato per completare la parte amministrativa e socio-economica necessaria all’eventuale liquidazione delle prestazioni. Questa fase è comunemente collegata alla compilazione del modello AP70, utile per comunicare all’INPS le informazioni necessarie al pagamento delle eventuali provvidenze economiche.
In questo modo, procedimento sanitario e procedimento amministrativo restano collegati, ma vengono distinti con maggiore chiarezza: il medico cura l’avvio clinico della valutazione, mentre il cittadino o il patronato completano gli adempimenti amministrativi successivi.
Il tuo medico non vuole fare il certificato medico introduttivo?
Può accadere che il medico curante non sia abilitato, non conosca ancora la nuova procedura o non sia disponibile a compilare il certificato medico introduttivo.
In questi casi, il cittadino non deve scoraggiarsi. È possibile rivolgersi a un medico certificatore abilitato, a uno specialista, a una struttura sanitaria o a professionisti in grado di assistere correttamente nella predisposizione della certificazione.
Il certificato medico introduttivo è oggi un passaggio essenziale per accedere alla valutazione di invalidità civile e disabilità. Per questo è importante affidarsi a chi conosce la procedura, sa compilare correttamente il certificato e può aiutare il cittadino a presentare una documentazione sanitaria completa.
Hai bisogno del Certificato Medico Introduttivo?
Se il tuo medico non può o non vuole predisporre il certificato medico introduttivo, non preoccuparti: possiamo aiutarti noi.
Ti supportiamo nell’individuazione del percorso corretto, nella raccolta della documentazione sanitaria e nell’avvio della procedura prevista dalla nuova riforma.
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